[Articolo] - Monocromi blu. Superba mostra al Liceo di Brera a Milano

Monocromi blu. Superba mostra al Liceo di Brera a Milano. Nove artisti di chiara fama dialogano con il monocromo dell’assoluto.

Ancora preziose e  nobili le attività dello Storico Liceo dell’Accademia di Brera  a Milano(Via Hajeck 27), sotto l’egida del Ministero Istruzione Università e Ricerca e  l’Unesco; annualmente vi sono due  mostre storiche che  da qualche anno hanno forte valenza e danno alla città di Milano e ai licei artistici d’Italia e del mondo campionatura di ciò che l’arte è stata nel Novecento. Tutto ciò può avvenire grazie alla lungimiranza e acutezza intellettuale della Dirigenza che persegue l’esplorazione dei diversi campi dell’arte, che diventano così fonte di conoscenza, di storicità e di pedagogia artistica per gli studenti di Accademie e licei  di Milano  e d’Italia. La mostra ha per titolo “ Monocromi blu.L’invisibile diventa visibile” e vive con la presenza forte di nomi di chiara fama.

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[Articolo] Vincenzo Parea, artista da Biennale. I suoi capolavori monocromi pur con grammature e varianti di tono, sono frutto del pensiero occidentale.

Tra i tantImmaginazione cromoideata violettai e vitali eventi visibili a Milano per EXPO MILANO 2015, non può passare inosservata la mostra di Vincenzo Parea dal titolo “Passaggi per l’infinito” che si tiene ad Artestudio 26 (Via Padova, 26).

Mostra di grande spessore per questo artista italiano, lombardo e vigevanese che, nato nel 1940, opera nel campo della pittura analitica fin dal 1969, quando fu Immaginazione cromoideata verde giallastrosalutato favorevolmente come un pilastro dell’arte, dalla critica italiana e soprattutto dai colleghi Giulio Carlo Argan e Carlo Belloli. Oserei dire che, oggi, se avessi avuto l’incarico di curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia fra la decina di nomi scelti avrei inserito a chiare lettere e per chiara fama Vincenzo Parea.Cromoideazione curvilinea azzurroImmaginazione cromoideata blu violaceo La mostra si lascia leggere attraverso poco più di venti opere, grandi, medie e piccole, nei toni che vanno dal viola al rosso, all’aranciato e al giallo, dal blu al verde-giallastro, destando stupore, incantamento e misticità. Per Vincenzo Parea e per il suo mirabile percorso tutto innestato nel tracciato della pittura analitica cresce da qualche tempo un interesse fuor dal comune, attestato già in un clima che dalla fine degli anni Sessanta Filiberto Menna mise in risalto su quella sponda dell’arte concettuale cui la pittura analitica si declinò con medesime affinità elettive. “Pittura-pittura” resa orchestra in senso minimalista, concreto o luministico-spaziale. E in un momento di tensiva scoperta esistenziale dell’intero pensiero occidentale, questa pittura di Vincenzo Parea, depurata da ogni costruzione, ricostruzione e decostruzione, pare vivere il ritmo poetico degli effetti visivi delle forme prescelte (quadrato, tondo, losanghe, ecc. ) quasi esasperando la coscienza della potenzialità creativa, verso un colore assoluto che oscilla tra atto e potenzialità, tra realizzazione e aspettazione, tra immanenza e memoria. Compenetrazione cromoideata giallo 2004.

Questa pittura del Vincenzo Parea nella sua fisicità interna, ovvero sul filo dell’esserci e del non esserci, è per via dei ritmi dei piani cromatici, delle tonalità ascendenti e discendenti, diga alla razionalità, sicchè ogni opera monocroma, pur con tutte le sue varianti interne ed esterne, cresce verso un’assolutezza, verso un infinito, verso un ritmo universale, e si fa spazio di attraversamento, calmo orizzonte.
Tutti gli spazi delle superfici riambientano una logica interna, in cui rispuntano le suggestioni per Malevic ma anche l’ astrattismo e i successivi movimenti di forma e armonia, e la loro sintesi, l’essenza delle parti e del tutto, il flusso del colore e della luce come testimonianza dell’ordine e ancora l’intima coerenza.

La pazienza esecutiva e l’intonacatura delle forme ove aleggia poi la grammatura del colore, mette in scena la tensione spaziale che cresce in ogni angolo e in ogni centro, e il tutto si lascia percepire in una mitologia di ali ed orizzonti, di vuoti e di pieni, di strategie delle forme e liberazione da esse, di architetture e simmetrie, di ideologia interna del visivo e di esperienze percettive, di tracce e parti oblique, decise e nitide.

Forme e perimetri entrano ed escono dalla luce che volge verso una vera e propria fenomenologia spaziale, che argomenta anche tracce di misticità, libertà e amore contemplativo, da vera e propria fabula optical. Vincenzo Parea insiste sugli spazi come tracciati di un divenire, sillabati tra movimenti e annunci della bellezza, ormai fermenti centrali di una lingua e di una sintassi inoggettiva, e recinti di quotidiana eternità a luce radente.

FONTE: blog.ilgiornale.it

 

Premio Expo Milano 2015 per l'Arte e la Cultura

“con il Prof. Carlo Franza al ricevimento della targa”

 

 

 

 

 

 

 

 

“con il Prof. Carlo Franza al ricevimento della targa”

[Articolo] Vincenzo Parea, monocromi e pittura analitica. La sua fenomenologia del colore riscuote a Berlino un’accoglienza trionfale.

E’ risultato tra i vincitori del Premio delle Arti Premio della Cultura 2014 al Circolo della Stampa di Milano,segnalato da una giuria internazionale con la seguente motivazione: “Per la sua astrazione concettuale affidata a monocromie che si accendono anche di strutture interne geometriche tonali, Vincenzo Parea si pone artista concettuale di portata extraeuropea, e ci consegna forme e composizioni con il senso dell’armonia, della misura, della generazione, e della luce-colore sempre ascensionale”.

Vincenzo Parea (Vigevano, 1940) è fra quegli artisti italiani, pochi per la verità, che vanta un curriculum di eccellenza, con prestigiosissime uscite in Italia e all’estero, e portando la sua pittura monocroma all’attenzione del pubblico, della critica, e del collezionismo. Ora due esposizioni lo vedono posto all’attenzione dei più, una mostra a Firenze al Plus Florence e una seconda di grande impegno e fortuna al Plus Berlin di Berlino  in un progetto locato in un edificio neogotico – già nobile scuola di grafica – con cent’anni di storia alle spalle, a ridosso del più lungo tratto superstite dell’ex Muro di Berlino, nel quartiere di Friedrichshain, la zona più movimentata della città, ricca di art cafè, locali, negozi di abiti vintage, antiquariato, musica e altro.

La sua personale rientra in un Progetto più ampio che ha nome “Strade d’Europa” e ha trovato l’attenzione delle più alte istituzioni pubbliche e culturali della Germania.

Quella di Vincenzo Parea è un’astrazione rigorosa, assoluta, unica, capace di trasmettere un ordine generale universale e armonico.

Ciò che cerca non è il caos ma il suo contrario, un ordine in cui trovi spazio la mente umana. Astrae forme e composizioni, liquefacendo tutta la materia nel colore.

Un colore monocromo che pulsa per le varianti minimali che accendono la struttura interna geometrica. Le opere svelano un tessuto, un’epidermide stesa e raggelata, resa astratta e solida, per cui la memoria della realtà è distillata in pura forma. Cromie vibranti, intersecanti, i cui valori sono leggeri ed esatti, dove tempo e movimento, variabilità e instabilità percettiva sono attivati dalla luce, tanto che gli spazi del campo visivo sono originati dalle proiezioni sui piani, lasciando leggere una geometria dello scarto,messa in relazione al luogo del suo possibile accadere nella percezione umana.

La sua è quindi sempre stata una forma di progettualità che ha continuamente assunto una forma elementare, geometrica, aperta, anomala, offerta ai possibili imprevisti della luce che radente batte sul colore, e questo scarto della casualità è componente intrinseca e non accidentale connaturata al farsi opera dell’idea generata dalla sensibilità.

L’intervento spaziale del colore lungo i perimetri della geometria assume una dimensione ascensionale fatta di polarità bicrome vibranti.

Leggerezza, esattezza, sovrapposizione, variabilità delle forme, addensamento, compressione, costruzione, articolazione, superfici generanti, e molto altro, spiegano l’attualità della sua opera cromo-spaziale, e ne fanno quel gran gioco di una geometria senza limiti,ormai divenuta immagine della luce.

Vincenzo Parea trova così ancora oggi l’attenzione del collezionismo, le sue quotazioni sono in ascesa e la sua pittura analitica è tra le più mistiche e fortunate del nostro tempo.

Carlo Franza

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